In questo articolo voglio parlarti dell’inquadratura, ma non solo di quella fotografica.

L’inquadratura è la parte di spazio ripreso dall’obiettivo della macchina fotografica e permette al fotografo di decidere ciò che comparirà all’interno della fotografia, e ciò che invece resterà “fuori campo”.

All’interno dell’inquadratura, abbiamo una composizione, ovvero la disposizione nella foto del soggetto e degli elementi che lo circondano. Una composizione perfetta rende la foto bilanciata e piacevole da vedere. Esistono alcune regole fondamentali essenziali per la composizione fotografica:

  • Regola dei terzi
  • Creare linee
  • Mettere il soggetto al centro – simmetria
  • Creare una cornice
  • Creare texture e ripetizioni
  • Avvicinarsi al soggetto

Se vuoi approfondire queste regole, leggi l’articolo 6 regole per fare foto incredibili.

COME FACCIO A TROVARE L’INQUADRATURA PERFETTA PER LE MIE FOTO?

Certamente trovare l’inquadratura e la composizione perfetta per la tua foto inizialmente può risultare molto complicato. Per questo motivo ti consiglio di guardare tantissimi film (ed anche telefilm): potrai così trovare nel cinema l’ispirazione per le tue inquadrature fotografiche, studiando i film d’autore nei minimi dettagli. D’altronde i vecchi film su pellicola non sono altro che una serie di tantissime fotografie proiettate in sequenza dando allo spettatore l’impressione di movimento. Quindi ogni fotogramma è un’inquadratura.

Pe quanto riguarda l’inquadratura cinematografica, sono fondamentali alcuni elementi:

  • Prospettiva
  • Simmetria
  • Punto di vista
  • Close-up sul soggetto
  • Composizione

Come puoi ben vedere sono elementi appartenenti anche al mondo della fotografia.

Andiamo quindi ad approfondire queste componenti dell’inquadratura, osservando insieme alcune scene di film di registi di fama mondiale, comparandole ad alcuni dei miei scatti (se non hai mai visto i film di questi registi, ti consiglio di farlo non appena avrai finito di leggere questo articolo!). Per questa analisi ti mostrerò alcuni video del regista coreano Kogonada, maestro dei supercut, che ha studiato attentamente le inquadrature dei più grandi registi, per ritrovarvi delle costanti, e un altro video di Tony Zohu, creatore di “Every Frame a Painting”, che analizza attentamente le scene dei film.

  • PROSPETTIVA

Nel cinema, la prospettiva è fondamentale per dare un significato all’inquadratura. Un regista ossessionato da scene simmetriche con punto di fuga al centro, è Stanley Kubrick. Il regista utilizza nei suoi film la prospettiva centrale in maniera maniacale, mettendo il soggetto principale al centro della scena. Questa simmetria visiva che utilizza linee convergenti verso un punto di fuga centrale, prende il nome di “one-point perspective” ovvero “prospettiva ad un punto”.

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Da “Shining” ad “Arancia meccanica”, da “Full Metal Jacket” a “2001 Odissea nello Spazio”, puoi notare come il regista ha studiato al millimetro l’inquadratura, mettendo lo sguardo dello spettatore al centro della scena, come se potesse entrare a farne parte.

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Da notare il fatto che la carriera di Kubrick iniziò proprio come fotografo, e proprio per questo ha così tanta attenzione per la composizione delle scene dei suoi film. Nel video di Kogonada puoi vedere un montaggio di tutte le scene dei film di Kubrick in cui viene utilizzato il “one-point perspective”, evidenziato dalle linee guida.

Anche io in alcune mie foto ho utilizzato la prospettiva centrale, e puoi notare come questo tipo di inquadratura mette in risalto il soggetto verso il quale convergono le linee della prospettiva, enfatizzando la scena.

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  • SIMMETRIA

Un regista che utilizza inquadrature simmetriche perfette è Wes Anderson. È un regista dalla firma inconfondibile: riconosci subito i suoi film, dall’aria quasi fiabesca e delicata, che ricorda le illustrazioni dei libri per bambini.

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I suoi sono film studiati nei minimi dettagli ed il suo stile di regia è di una precisione unica. Wes Anderson è letteralmente ossessionato dalla simmetria, ma a differenza di Kubrick non fa grande uso della prospettiva.

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Nel video di Kogonada, che raccoglie decine di scene dei film di Wes Anderson (tra cui “Moonrise Kingdom“, “The Royal Tenenbaums“, “Il treno per il Darjeeling” e molti altri) puoi notare come la scena viene divisa perfettamente a metà da una linea verticale e a come la scelta del regista di posizionare il soggetto al centro rende la scena simmetrica.

In alcuni miei scatti anche io ho utilizzato un’inquadratura simmetrica, che rende l’immagine minimal e pulita.

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  • PUNTO DI VISTA

Nel cinema il punto di vista (o “point of view“) ha un determinato significato ed effetto sullo spettatore. Lo sguardo dello spettatore infatti si identifica con la macchina da presa: utilizzando determinati punti di vista, è come se lo spettatore assistesse alla scena. Il discorso è analogo per la fotografia, ma nel cinema l’identificazione con la macchina è enfatizzata dal movimento. Principalmente abbiamo due punti di vista:

  • Dall’ alto

Per quanto riguarda l’utilizzo del punto di vista dall’alto (from above), da prendere come esempio è di nuovo il regista Wes Anderson.

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Con le scene dei suoi film ci propone un’inquadratura verticale dall’alto, che ci permette di vedere le cose da un punto di vista differente da quello che siamo abituati.

Questi sono alcuni dei miei scatti con il punto di vista dal alto. Questo tipo di visuale ci permette di immergere lo spettatore nella scena, facendogli vedere dettagli che con un punto di vista frontale non vedrebbe.

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  • Dal basso

Un maestro dell’inquadratura dal basso verso l’alto (from below) è sicuramente Quentin Tarantino. Come puoi vedere dal video di Kogonada, questo tipo di inquadratura, enfatizzata dall’uso del grandangolo, è ricorrente nei film di Tarantino.

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La visione dal basso verso l’alto, rappresenta spesso in queste scene il punto di vista di una vittima inerme, nella quale lo spettatore si immedesima.

Il punto di vista dal basso viene usato spesso anche in fotografia, per slanciare il soggettofotografato o per dargli ancora più importanza.

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Per quanto riguarda le serie tv, in Breaking Bad troviamo un largo uso di punti di vista diversi, dai più classici, ad altri più singolari, ma tutti hanno lo stesso scopo: rendere lo spettatore parte della scena.

  • CLOSE-UP SUL SOGGETTO

Spesso in molti film vediamo dei primissimi piani sui soggetti. Questi primissimi piani, detti anche close-up vengono utilizzati in particolare modo dal maestro del brivido Alfred Hitchcock. Con il close-up, Hitchcock concentra l’attenzione dello spettatore sul soggetto ripreso.

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Grazie a questo tipo di inquadratura, il soggetto viene messo in risalto rispetto allo sfondo, e l’attenzione dello spettatore si concentra sull’espressione e sullo sguardo del soggetto, facendogli capire il sentimento che sta provando (paura, rabbia, vendetta…).

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In questa serie di supercut di Kogonada troviamo alcuni tra i più celebri film di Hitchcock: da “Gli uccelli” a “Vertigo” a “Psycho”, una raccolta di scene che ci hanno fatto e ci faranno ancora tremare!

Le mie foto sono per la maggior parte ritratti e spesso mi piace avvicinarmi al soggetto per fotografarlo, percependone lo stato d’animo attraverso lo sguardo.

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COMPOSIZIONE

La composizione è un elemento fondamentale dell’inquadratura. Oltre a racchiudere tutti gli elementi elencati fino ad ora, la composizione è determinata dal posizionamento dei personaggi e degli elementi di sfondo all’interno della scena che devono creare un equilibrio perfetto, rendendo l’inquadratura piacevole da vedere. A questo proposito il cinefilo Tony Zohuha analizzato la grammatica visiva di alcune scene del film Drive di Nicolas Winding Refn spiegando il motivo per cui è un film perfetto a livello di inquadrature.

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Attraverso la teoria del quadranteTony Zohu divide la scena in quattro parti uguali, studiando la logica del movimento verticale e orizzontale all’interno della scene del film, osservando che in una stessa scena avvengono più cose contemporaneamente su piani diversi.

Anche io in alcune mie foto ho applicato la teoria del quadrante. Ad esempio in questa foto. Dividendo l’immagine in quattro parti uguali, puoi notare come l’attenzione si concentra principalmente sul riquadro in basso a sinistra dove ho posizionato il soggetto.

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In questa foto la situazione si svolge sul lato destro della foto, mentre la parte sinistra rimane completamente vuota.

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in quest’altra foto invece l’attenzione si sposta verso la parte inferiore.

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La teoria del quadrante è ricollegabile alla regola dei terzi. Come spiego negli articoli 6 regole per fare foto incredibili e Come fare foto di paesaggio perfette, la regola dei terzi è una regola famosissima, applicata anche nella pittura, che consiste nel dividere l’immagine in 9 parti, tracciando 4 linee (2 verticali e 2 orizzontali). Il soggetto principale deve essere posizionato in uno dei 4 punti in cui si intersecano queste linee. In questo modo il soggetto verrà messo in risalto e la composizione risulterà gradevole.

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Quindi possiamo dire che per molti aspetti cinema e fotografia vanno di pari passo. Sarà capitato a tutti di ricordare la scena di un film come una fotografia: ecco, quella è l’inquadratura perfetta. È un insieme di composizione ed equilibrio, a cui si aggiungono colori, luci, ombre ed angolazioni diverse. In conclusione, per trovare l’ispirazione per le tue foto, ti consiglio di guardare tantissimi film, analizzandone le scene e cercando di capire lo stile del regista. Così sarà più facile trovare l’inquadratura perfetta per le tue foto.


Ti ringrazio per aver letto questo post sul mio blog! Spero ti sia tornato utile.

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